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Malan Lucio [POPOLO DELLA LIBERTAâ??]

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Gentile Signor Fina,

lei manda l'identica lettera a mille persone con un clic e pretende di avere risposte ampie e personalizzate? Poteva almeno fare lo sforzo di individuare senatori o deputati della sua regione o con altri criteri. Crede di essere solo lei a scrivere ai parlamentari ? Tuttavia rispondo.

Il punto non è "mettersi d'accordo per il bene del Paese", che lo dica lei o che lo dica Dalla Valle, che dopo le belle parole sul Made in Italy produce in Cina. In buona o in mala fede, tutti dicono di volere il bene del Paese. I partiti e le elezioni esistono perché ci sono opinioni diverse su QUALE è l'interesse del Paese, e QUALI siano i mezzi per raggiungere il risultato. Pur essendo stato ed essendo critico con il Governo che ho preso l'impegno davanti agli elettori di sostenere, tempo che un governo di tutti insieme saprebbe solo prendere le famose misure impopolari, ma di prenderle in modo inefficace. Detto questo,sono del parere che si debbano cercare convergenze, ma che questo sia il mezzo e non il fine. Il fine è fare la cosa giusta. Nel mio piccolo, ho fatto alcune proposte che potrà vedere sul mio sito www.luciomalan.it. Più in generale penso che occorrerebbe in Italia un clima di maggiore rispetto per il prossimo, ad esempio dai "politici" verso gli elettori ma anche viceversa. Trattare noi eletti dal popolo come una massa omogeneaè il modo migliore per promuovere fra di noi chi fa meno, chi fa peggio, chi pensa solo al proprio interesse.
Quanto ai sorrisini, se c'è qualcosa da dire al riguardo, è che il signor Sarkozy si è comportato da maleducato: 1) si deve rispetto a chi rappresenta un altro paese; se lo fa male, ci penseranno gli elettori del suo paese a mandarlo via; 2) se però è improvvisamente così disinibito, sfoderi qualche sorrisino o qualche parola di condanna verso certi capi di governo o di stato che ammazzano gli oppositori all'ingrosso, cosa che - comunque la si pensi - mi pare assai più grave di quanto possa aver fatto Berlusconi.
Cordiali saluti

Lucio Malan
Senato della Repubblica
Senatore Segretario Lucio Malan

 

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La contro risposta

Egr. Senatore Malan,

   innanzitutto la ringrazio per avere trovato il tempo di rispondere sia alla mia prima lettera che alla mia seconda lettera.

Comprendo che riceviate numerose mail e che rispondere a tutti sia difficile.

Come ho già risposto alla On. Deputata Lenzi, non condivido le considerazioni, che si confermano ampiamente condivisa da altri suoi colleghi, in merito al fatto della opportunità di scrivere solo o preferibilmente a chi è stato eletto nel proprio collegio elettorale per due fondamentali ragioni, una formale ed una sostanziale

Innanzitutto formalmente è sbagliato il presupposto: con la legge elettorale che è attualmente in vigore noi Cittadini non possiamo proprio chiedere risposte ed agire nei confronti degli eletti dei nostri collegi elettorali.

Dal punto di vista sostanziale, invece, ritengo che sia totalmente sbagliata questa visione: Pur essendo eletti in circoscrizioni e, quindi, avendo un rispettivo bacino elettorale, SIETE I RAPPRESENTANTI DI TUTTA L'ITALIA E DI TUTTI I CITTADINI E DOVETE DELLE RISPOSTE A TUTTI, risposte inteso in senso ampio e non come risposta  alle centinaia di lettere che i cittadini vi inviano, ovviamente.

Risposte inteso, invece come frutto del vostro lavoro nel Nostro interesse.
Mi trova pienamente d'accordo sul fatto che la ricerca di convergenze debba essere il mezzo per "fare la cosa giusta". Ed è proprio quello che, tramite la mia lettera, vorrei sollecitare.

E' ovvio che sul "QUALE" sia la cosa giusta e su "COME" attuarla ci siano divergenze dovute alla diversa visione che ciascuno di noi ha dell'Italia, dello Stato, della Società. E si potrebbe continuare. Siamo 60 milioni ed ognuno di noi, esclusi quelli che languono nel più completo disinteresse, ha le proprie idee, la propria visione del problema e la propria ricetta per risolverlo.

Ovviamente questo si riflette anche sui nostri rappresentanti e, quindi, su di Voi.

Nella mia lettera non auspicavo come soluzione quella di un  "governo di tutti insieme", nè quella di elezioni anticipate, nè quella di un cambio di maggioranza.

Quello che auspicavo ed auspico, e che in altri paesi è successo, è che Maggioranza e Opposizioni, o meglio ancora che Deputati e Senatori di Maggioranza e Opposizioni, possano trovare dei punti comuni per la soluzione dell'emergenza in cui ci troviamo.

Ribadisco: per quanto alcuni continuino a negare l'evidenza, la situazione è grave. Forse sarebbe il momento che, messa da parte la demagogia, si trovi il coraggio di:
1) ammettere che la crisi c'è
2) riconoscerne la gravità
3) avere il coraggio di prendere provvedimenti anche impopolari nel nome del bene dell'Italia

Ma proprio perchè c'è la necessità di provvedimenti impopolari è indispensabile che le riforme o i provvedimenti siano condivisi, anche se sul "QUALE" sia la cosa giusta e su "COME" attuarla ci sono divergenze. Avere il coraggio di mettere da parte demagogia e astio nei confronti degli altri partiti e prendere decisioni: è questo che si ci aspetta da voi.

Non mi pare di rientrare tra quelli che vi considerano una massa omogenea. Infatti nella mia prima lettera mi scusavo preliminarmente con coloro tra Parlamentari e Senatori che cercano di svolgere il proprio lavoro con impegno e serietà, proprio perchè sono convinto che ce ne siano e che le generalizzazioni non siano mai appropriate.

Sul fatto che si possa promuovere chi si impegna per il proprio paese rispetto a chi ricopre cariche pubbliche per fare i propri interesse nutro qualche dubbio, soprattutto con la legge elettorale in vigore ed anche a seguito delle voci (che spero infondate) sulle promesse di rielezione (e già solo con questo sarebbe grave) o altro (gravissimo) in cambio del sostegno al Governo.

Per quanto riguarda Sarkozy, è vero: non è stato maleducato. E' stato irrispettoso.
Per come la vedo io, mi è sembrata una reazione spontanea che non è riuscito, malauratamente, a mascherare. Tuttavia essa ha la sua importanza perchè ha lasciato per un attimo trasparire quali siano le opinioni che hanno gli altri leader a discapito del velo di rispetto istituzionale dovuto agli altri capi di stato.

Potrei fare imvece numerosi esempi di maleducazione di esponenti di maggioranza, opposizione e membri del governo. Ricorda ? Nella mia prima lettera chiedevo ai Parlamentari e Senatori di smetterla di trasformare le Camere in curve da stadio. Eppure tutto continua uguale e indisturbato: pernacchie, insulti, parlamentari che spaccano telecamere della stampa, esponenti del governo che nei confronti dei giornalisti usano espressioni come "non mi rompere le p***e", "quello è uno s*****o".

Ha ragione: è questione di rispetto reciproco.

Su Della Valle vedo che, invece, insistete sulla solita tecnica: "denigrare chi non la pensa come noi".

Come avevo scritto le risposte che Della Valle ha ricevuto sono state pervase da un unanime sentimento paragonabile al disprezzo, come a dire “Tu sei un imprenditore, fai quello oppure canditati e poi vedremo cosa riuscirai a fare, altrimenti taci”.

Eppure sono condivisibili.

Ribattere dicendo che "dopo le belle parole sul Made in Italy produce in Cina" è ingiusto e scorretto. Non riconosce forse che nelle parole di Della Valle ci sia del vero ? Certo sono scomode, certo è scomodo che abbiano avuto una così ampia diffusione.
Invece che denigrare gli avversari (Della Valle, opposizioni, opinionisti, giornalisti) ammettete (tutti, maggioranza e opposizioni) che nella nostra classe dirigente c'è un problema che deve essere affrontato: sarebbe un punto di partenza per iniziare a selezionare una classe dirigente capace e responsabile.

Distinti saluti

Alessandro Fina

 

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