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Borghesi Antonio [ITALIA DEI VALORI]

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Per quanto mi riguarda confermo di non averle risposto e ciò per un duplice motivo:
Premesso che ricevo non meno di 300 messaggi di posta elettronica al giorno e che cerco di rispondere a tutti, il suo messaggio aveva una forma che, dovendo scegliere a chi rispondere prioritariamene,  mi induce spesso a non farlo e cioè quando il messaggio è un messaggio indistinto inviato al mondo (in questo caso a tutti i parlamentari). E' come ricevere una circolare anonima, in luogo di una lettera autografa. In via prioritaria preferisco rispondere a coloro che mi scrivono personalmente, usano una forma colloquiale e si rivolgono con appunti, questioni, o critiche che riguardano direttamente il mio operato o il mio impegno politico. Anche a posteriori, avanzo una seconda riserva, che riguarda la lunghezza del suo scritto: se devo privilegiare una risposta(dovendo scegliere per problemi di tempo)  lo faccio a chi in modo scarno e rapido mi pone la domanda. In terzo luogo, sempre valutando anche a posteriori, la sua era sostanzialmente una lettera di critica, per altro in larga parte condivisibile, e non chiedeva risoste specifiche: avrei potuto scriverle che condividevo, ma, sempre per economia di tempo, non credo che fosse ciò che Lei voleva.

Cordialmente

Antonio Borghesi

PS Non voglio sottrarmi alla sua seconda lettera ed in particolare al fatto che il 2 novembre vi fossero 12 deputati presente. Dovrebbe però conoscere che il processo legislativo in aula si svolge in due fasi: la prima è quella della discussione generale, che non prevede votazioni, ed alla quale di solito intervengono i deputati che hanno seguito il provvedimento in commissione; la seconda (prosecuzione con votazioni) che avviene in una seduta successiva(di solito il giorno dopo) durante la quale l'aula è quasi piena. D'altro lato ogni deputat non può non avere impegni politici sul suo territorio, che di norma di svolgono quando in aula non sono previste votazioni. Ad esempio in questo momento io sono candidato alle "primarie" del centro sinistra per il Comune di Verona (che avranno luogo il 4 dicembre) ed è naturale che questo mi comporti scelte, che cerco di fare senza sottrarre tempo all'attività parlamentare.


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On. Prof. ANTONIO BORGHESI 
Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese nell'Università di Verona 
Vice Presidente Gruppo Parlamentare Italia dei Valori 
 

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La controrisposta

Egr. On. Borghesi,

   la ringrazio per aver trovato il tempo di rispondermi.

Comprendo, e mi aspettavo, che molti parlamentari, ricevendo giornalmente centinaia di messaggi, non avrebbero risposto.
Comprendo anche che la priorità vada a chi Le pone in modo sintetico domande oggettive che richiedono una risposta contestuale.

Le faccio notare, però, che entrambe le lettere, sebbene indirizzate a tutti, sono firmate.
Mai ho inviato e mai invierò lettere anonime in quanto ritengo che se un cittadino vuole fare qualcosa, sia anche solamente scrivere una lettera di contenuto generale, deve metterci il nome e la faccia.

Devo dire, inoltre, che, sorprendentemente, in risposta alla precedente lettera, mi sono ritrovato un invito a ricevere la Sua Newletter.

Le confermo che la prima lettera, come pure la seconda, non presupponevano una risposta, sebbene una risposta fosse e sia tuttora eplicitamente proposta:
- in onore del diritto di replica che ritengo corretto offrire
- ed in onore della correttezza, del rispetto e della attenzione che ci si aspetta nutriaTe nei confronti di ogni cittadino

Tuttavia vedo che Lei, come molti altri, non avete colto lo spirito della lettera.

Più che esprimere una critica, la lettera voleva essere l'espressione di un sentimento sempre più generale di distacco dalla Politica.
Anche questo, però, non con il senso di una improduttiva e sterile, oltre che facile, polemica.

La mia speranza era e rimane che, possibilmente all'aumentare delle iniziative analoghe di altri cittadini, parlamentari e senatori comprendano quale sia il livello di distacco ormai raggiunto e, soprattutto, la forte delusione e disgusto che suscita  l'inedia della condizione di stallo che si è creata.

La mia speranza era e rimane che parlamentari e senatori, di maggioranza come di opposizione, si mettessero una mano sulla coscienza e, con un reale spirito di sacrificio, cominciassero e comincino a prendere delle decisioni anche autonomamente dalle logiche e dalle imposizioni di partito, in nome della Responsabilità e dei Principi che dovrebbero sempre ispirarli ma che spesso soggiacciono ad altri interessi.

Certo conosco il processo legislativo e sono a conoscenza del fatto che:
- ci sono momenti di discussione in aula
- ci sono momenti in cui si vota
- ci sono impegni extraparlamentari o parlamentari che sottraggono giustificatamente alcuni deputati e senatori alla presenza in aula (commissioni, missioni, ecc.).

Tuttavia non credo proprio che dei 618 deputati assenti molti possano addurre a scusante della propria assenza altrettanti impegni extraparlamentari. E' indecoroso che in un  momento tanto difficile si assita ad una così scarsa sensibilità nei confronti di milioni di cittadini che ogni giorno lavorano con sacrificio, competenza e responsabilità.
E' inutile addurre scuse in tal senso. Se il parlamento è aperto ci si aspetta che i parlamentari ci siano, a meno di impegni che riguardano la propria attività politica.
Assistere ad un così spudorato prolungamento della festività in un momento così delicato è uno schiaffo che viene dato a tutti noi e che contribuisce ulteriormente a creare un clima di insofferenza e distacco.

Certo è singolare, oltre che disgustoso, vedere che:
-  quando si tratta di votare tutti sono precettati, compresi i membri del Governo che invece dovrebbero dedicarsi ad altre e più importanti funzioni invece che rimanere in aula per schiacciare un pulsante e mantenere in vita una maggioranza ormai allo sbando e che vive ai margini di un limbo infinito in attesa di un Caronte che sembre non arrivare mai
- quando si tratta di discutere (e l'esempio del 2 novembre è solo uno dei tanti che si potrebbero fare !!!!) oltre alle assenze ingiustificate e ingiustificabili si vedono scene di una platea che versa per la maggior parte nel più completo disinteresse per quanto accade intorno.

Per concludere, le devo confessare che apprezzo lo spirito dell'Italia dei Valori, anche se non sono un vostro elettore e se siamo distanti su molti aspetti.
Vi riconosco molti meriti (se visita il mio sito vedrà che ho cercato di dare un bel contributo al referendum sul nucleare http://impegnoattivo.altervista.org/ e http://ritornonucleare.altervista.org/).

Grazie per l'attenzione e scusi se sono stato un po' prolisso

Distinti saluti

Alessandro Fina

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